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Il dottor Alfredo Pasotti
è specialista in Ortopedia
e Traumatologia, Chirurgia Ortopedica
e Artroscopica, Medicina e Chirurgia
Sportiva.
Si occupa di chirurgia del ginocchio
da oltre dieci anni, approfondendo
con frequenti stages le tecniche chirurgiche
sia artroscopiche
che protesiche mininvasive.
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Lo studio del dott.
Alfredo Pasotti è
in Via Valadier n. 1 - Roma
tel. 06 32 20 972 cell. 338 81 72
450 |
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| Tecnica artroscopica |
I traumi del ginocchio possono determinare
sul sistema capsulo-legamentoso due
tipi di disfunzioni: funzionali e
organiche.
Le prime si identificano in un mal
funzionamento delle componenti dell'articolazione
senza una rottura fisica; i danni
organici al contrario si verificano
in caso di lesione meccanica di una
o più strutture.
In questo caso è necessario
l'ntervento di uno specialista ortopedico
che avvalendosi di tecniche mininvasive
come quella artroscopica possa verificare
e risolvere il problema chirurgico.
L'artroscopia quindi è la metodica
principe attraverso cui è possibile
“navigare” all'interno
della articolazione ed individuare
le eventuali lesioni meniscali o ligamentose
e procedere alla loro riparazione.
Con l'artroscopia infatti in casi
di lesioni meniscali, laterali o mediali
è possibile procedere ad un
ridimensionamento dei menischi nella
loro sede di lesione (meniscectomia
super selettiva), lasciando in situ
la restante porzione cartilaginea
meniscale senza inficiare la funzione
di ammortizzazione dello stesso sulla
cartilagine articolare.
Nel caso di traumatismi complessi
che colpiscono il ginocchio con forze
vettoriali multidirezionali (valgo-rotazione
esterna, varo-rotazione interna),
il legamento crociato anteriore può
risultare danneggiato con interessamento
parziale o
totale delle sue fibre.
L'artroscopia chirurgica permette
quindi una visione accurata e diretta
della struttura legamentosa e una
valutazione funzionale della biomeccanica
"in vivo".
In caso di lesione sub-totale o massiva
del L.C.A.( Legamento crociato anteriore)
si procede, sempre artroscopicamente,
alla riparazione dello stesso con
un neo legamento prelevato a seconda
dei casi dal tenine rotuleo e gracile
(opportunamente raddoppiati o quadruplicati
per aumentarne la resistenza alla
trazione.
Il tempo di recupero post-chirurgico,
è stimato in circa due mesi.
Anche in caso di ginocchio artrosico,
l'artroscopia può assurgere
ad un ruolo primario e permette al
chirurgo ortopedico di avere una visione
diretta della cartilagine articolare.
Attraverso l'artroscopia diagnostica,infatti
si esaminano le varie porzioni della
cartilagine articolare femoro tibiale
esterna. Interna e femoro rotulea
che possono risultare interessate
in varia misura dal fenomeno artrosico.
Si procede quindi ad una "condro-abrasione
e condroplastica" (metodica di
Lenny-Yonson) mediante motorizzato
che attraverso l'eliminazione del
primo strato danneggiato di cartilagine
fibrillante,mette a nudo quello più
profondo e maggiormente irrorato.
Questa tecnica ha il vantaggio di
consentire lo sviluppo di uno strato
di cartilagine più vitale e
in buono stato.
Contestualmente si procede all'esplorazione
della gola intercondiloidea e dello
sfondato quadricipitale che, in caso
di ginocchia artrosiche risultano
occupati da abbondanti fenomeni di
sinovite reattiva.
Quando questo fenomeno risulta essere
molto abbondante il panno sinoviale
può aderire alle fibre del
L.C.A. impedendo a questa struttura
il suo funzionamento in isometria.
Si procede quindi mediante SHEWING
(o l'uso di apparecchi a radio frequenza)
si esegue la sinoviectomia e si ripristina
lo spazio articolare necessario per
il buon funzionamento del ginocchio.
Nel caso di pazienti giovani, che
non superano i cinquanta anni di età
con danno della cartilagine non generalizzato
è possibile eseguire la tecnica
di ricostruzione artroscopica della
cartilagine mediante mosaico plastica;
trapianto autologo di condrociti e
cartilagine, o di inserimento in situ
di pasticche proteiche con tecnica
MININVASIVA.
Infatti l'incisione di accesso è
di soli 10 cm. Con tutto risparmio
dell'insulto chirurgico. Questo consente
una rapidissima riabilitazione del
paziente che deambula autonomamente
nel secondo giorno post-operatorio.
Con un totale recupero dello schema
del passo già dopo 7 giorni
dall'intervento. |
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